Come recuperare i brutti voti: il piano di 6 settimane di chi dà ripetizioni
Per recuperare i brutti voti presi a ottobre o novembre c'è quasi sempre tempo prima della pagella, a una condizione: capire perché è arrivato prima di mettersi a studiare di più. Il recupero che funziona dura 4-6 settimane e ha quattro passi: leggere gli errori della verifica, rifare le basi che mancano, chiedere un'interrogazione o una verifica concordata, arrivarci dopo almeno due prove fatte a casa in condizioni d'esame.
Qui trovi come leggere gli errori, il conto vero di quanto pesa un 4, il piano settimana per settimana, cosa dire al professore e cosa prevede la scuola per chi ha insufficienze. È il piano che usiamo con gli studenti che arrivano a ripetizione con il primo brutto voto dell'anno.
Prima di tutto: perché è arrivato quel voto?
"Devi studiare di più" è il consiglio più dato e quello che serve meno. Se lo studente ha studiato tre ore rileggendo il libro, altre tre ore di rilettura daranno lo stesso voto. Prendi la verifica corretta (o fattela descrivere, se il prof non la restituisce) e dividi gli errori per tipo.
| Causa | Come si riconosce | Cosa si fa |
|---|---|---|
| Non ha studiato | Pagine in bianco, risposte vaghe su tutto | Orario fisso di studio, poche ore ma ogni giorno |
| Ha studiato male | "Sapevo tutto ma non riuscivo a scriverlo" | Basta rilettura: esercizi e ripetizione a voce senza libro |
| Lacuna degli anni prima | Sbaglia i passaggi, non l'argomento nuovo (frazioni, analisi logica, verbi) | Due-tre lezioni solo sulla base che manca |
| Ansia o tempo | Ha iniziato bene e poi si è bloccato, esercizi lasciati a metà | Prove a tempo a casa, prima facili poi vere |
| Non ha capito cosa si chiedeva | Risposte giuste a domande diverse da quelle poste | Leggere le consegne ad alta voce e sottolineare cosa chiedono |
Quasi mai la causa è una sola. Lo studente di seconda liceo con 4 in matematica a novembre, spesso, ha una lacuna sul calcolo letterale dell'anno prima e studia leggendo gli esempi svolti invece di rifarli. Sistemare solo uno dei due problemi porta a un 5, non a un 6.
Se il problema è la motivazione più che il metodo ("non apre il libro e basta"), parti da cosa fare quando lo studente non studia: un piano di recupero non regge se lo studente non ci crede.
Quanto pesa davvero un 4 sulla media
Fare i conti serve a togliere il panico o a farlo arrivare per tempo. Con la media aritmetica semplice:
- un 4 e un 6 fanno 5;
- con un terzo voto, per arrivare a 6 di media serve un 8 (4 + 6 + 8 = 18, diviso 3 = 6);
- un 4 e un 5 fanno 4,5: con un terzo voto, per arrivare a 6 serve un 9.
Il secondo caso è quello che porta all'insufficienza in pagella: due voti bassi di fila e poche prove rimaste. Per questo il momento di muoversi è dopo il primo brutto voto, non dopo il secondo.
La media però non è tutto. Per lo scrutinio finale delle superiori, l'ordinanza ministeriale n. 92 del 2007 (art. 6) dice che il docente propone il voto "in base ad un giudizio motivato" sulle prove dell'ultimo periodo e su una valutazione complessiva di impegno, interesse e partecipazione, tenendo conto anche del voto del primo periodo e dell'esito dei recuperi. Tradotto: un 4 seguito da un 7 e da un 6 conta come una risalita, non come un 5,7 qualunque. Molte scuole scrivono i loro criteri nel regolamento di valutazione, che di solito è sul sito dell'istituto.
Il piano di recupero in 6 settimane
Funziona per una materia alla volta. Con due insufficienze si parte dalla materia dove la lacuna è più piccola: un primo voto risalito dà fiducia per l'altra.
| Settimana | Cosa si fa | Obiettivo misurabile |
|---|---|---|
| 1 | Analisi della verifica sbagliata, elenco degli argomenti che entrano nella prossima prova | Una lista di 5-8 argomenti con accanto "so / so a metà / non so" |
| 2 | Lacune di base: solo i prerequisiti, niente programma nuovo | Rifare senza aiuto gli esercizi base degli anni prima |
| 3 | Argomenti della verifica, uno per volta, con esercizi in ordine di difficoltà | Ogni argomento passa da "non so" a "so a metà" |
| 4 | Ripetizione a voce senza libro, esercizi misti (non più divisi per capitolo) | Spiegare ogni argomento in due minuti, a voce |
| 5 | Prima simulazione di verifica a casa, a tempo, poi correzione degli errori | Almeno 6 nella simulazione corretta con i criteri del prof |
| 6 | Seconda simulazione, ripasso degli errori ricorrenti, interrogazione o verifica | Arrivare alla prova senza argomenti segnati "non so" |
Tre regole lo fanno funzionare:
- Poco ma tutti i giorni. Quaranta minuti al giorno sulla materia da recuperare rendono più di tre ore la domenica.
- Si scrive tutto. Una pagina con gli errori fatti nelle simulazioni, ripassata prima della verifica, vale più di un riassunto in più.
- Si misura. Ogni settimana ha un obiettivo verificabile: se a fine settimana non è raggiunto, la settimana dopo si ripete invece di andare avanti.
Se il problema di fondo è come si studia, il metodo di studio va sistemato in parallelo: le settimane 3 e 4 sono il momento giusto per togliere l'abitudine di rileggere e sostituirla con l'autoverifica.
Come chiedere al prof di essere interrogati
Chiedere un'interrogazione concordata è il consiglio che danno tutti, ed è giusto. Il modo in cui si chiede fa la differenza: chi si presenta a fine lezione con un piano preciso ottiene più facilmente una data, chi dice "mi interroga?" il giorno dopo il 4 ottiene un "vediamo".
Lo studente può dire, a voce e a fine lezione, qualcosa del genere:
Prof, nella verifica di [data] ho preso [voto]. Ho capito che sbaglio soprattutto [tipo di errore]. Sto recuperando [argomenti] e vorrei farmi interrogare (o rifare una prova) su questi argomenti tra circa tre settimane. Per lei va bene? C'è qualcosa in particolare su cui devo concentrarmi?
Funziona perché mostra che lo studente ha capito l'errore, propone una data realistica (non "domani") e chiede al prof cosa conta per lui. L'ultima domanda è la più utile: la risposta dice dove si concentreranno le domande.
Non tutti i docenti fanno interrogazioni concordate, e non è un diritto dello studente. Se la risposta è no, il piano non cambia: l'obiettivo diventa la prossima verifica in calendario.
Cosa fa la scuola quando ci sono insufficienze
Alle superiori il recupero riguarda anche la scuola, non soltanto la famiglia. L'ordinanza ministeriale n. 92 del 2007 stabilisce che:
- le scuole hanno l'obbligo di attivare interventi di recupero per chi ha insufficienze negli scrutini intermedi e decidono loro tempi, durata e modalità; tra le forme previste c'è lo "sportello", con docenti che seguono lo studio individuale di solito al pomeriggio (art. 2);
- gli interventi di sostegno per prevenire l'insuccesso si fanno "in ogni periodo dell'anno scolastico, a cominciare dalle fasi iniziali" (art. 2, comma 3): non serve aspettare la pagella;
- per chi ha insufficienze allo scrutinio intermedio o in altre verifiche periodiche, il consiglio di classe predispone interventi di recupero e li comunica alla famiglia (art. 4);
- la famiglia può non avvalersi delle iniziative della scuola, ma deve comunicarlo formalmente; in ogni caso lo studente deve sostenere le verifiche programmate dal consiglio di classe, il cui esito viene comunicato alla famiglia (art. 4, commi 3 e 4);
- al termine di ogni intervento di recupero i docenti fanno verifiche documentabili, scritte o orali (art. 5).
Prima della pagella, quindi, conviene chiedere al coordinatore di classe se ci sono sportelli o corsi già attivi: sono gratuiti e, quando li tiene il docente della materia, sono il modo più diretto per capire cosa chiede. Dopo la pagella del primo periodo arrivano i recuperi organizzati dalla scuola e la verifica che li chiude: il piano di sei settimane serve anche per quella. Alle medie le regole le fissa ogni istituto: il riferimento è il coordinatore di classe.
Quando servono le ripetizioni (e quante)
Le ripetizioni servono quando la causa è una lacuna di base o un metodo sbagliato, cioè le due cose che lo studente da solo fatica a vedere. Per la sola mancanza di studio basta un orario fisso e qualcuno che controlla.
Per un recupero di sei settimane su una materia, una lezione a settimana di un'ora è di solito sufficiente se lo studente lavora anche da solo; due lezioni a settimana nelle prime due settimane aiutano quando la lacuna di base è grossa. Più di così, nella nostra esperienza, sostituisce lo studio personale invece di guidarlo.
Chi dà ripetizioni dovrebbe fare tre cose che a scuola manca il tempo di fare:
- la diagnosi, già alla prima lezione, sulla verifica sbagliata e su un paio di esercizi base;
- le simulazioni della verifica, a tempo e corrette con i criteri del prof;
- l'aggiornamento ai genitori, breve e regolare: cosa è migliorato e cosa manca. Un report mensile ai genitori in dieci righe basta.
Un gestionale per ripetizioni come Tutoro tiene nella scheda dello studente le lezioni svolte, gli obiettivi e i compiti assegnati, e con l'AI prepara esercizi calibrati sul livello e piani di recupero personalizzati: è comodo per non ripartire da zero ogni settimana.
Cosa fanno i genitori (e cosa è meglio evitare)
Il genitore aiuta di più quando controlla il piano, non il libro.
- Sì: chiedere ogni sera "cosa hai fatto oggi della lista?", tenere fisso l'orario di studio, leggere insieme il messaggio per il prof prima che lo studente lo dica.
- Sì: chiedere al coordinatore di classe quali recuperi offre la scuola e quando sono le verifiche.
- No: punizioni lunghe subito dopo il voto. Togliere il telefono per un mese, il giorno del 4, sposta l'attenzione dall'errore alla punizione.
- No: interrogare il figlio sulla materia se non la conosci. Meglio fargli spiegare l'argomento a voce: se sa spiegarlo a chi non lo sa, lo sa.
Gli errori che fanno fallire il recupero
- Studiare il capitolo nuovo saltando la lacuna vecchia. È il motivo più comune per cui dopo un 4 arriva un 5.
- Rifare gli stessi esercizi già svolti. Si ricordano le soluzioni, non il ragionamento: servono esercizi nuovi dello stesso tipo.
- Chiedere l'interrogazione troppo presto. Una seconda insufficienza a distanza di una settimana pesa di più della prima.
- Recuperare tutte le materie insieme. Con tre insufficienze si lavora su una alla volta, e sulle altre si tiene il passo con il programma.
- Fermarsi al 6. Il mese dopo il recupero è quello in cui molti ricadono: le lezioni si diradano, non si interrompono di colpo.
Domande frequenti
Si può recuperare un 4 in un mese?
Sì, se il 4 nasce da poco studio o da un metodo sbagliato e c'è almeno una prova in calendario prima della pagella. Se nasce da una lacuna degli anni prima, un mese basta per tornare alla sufficienza nella prova successiva, non sempre per alzare la media: per quella servono due voti buoni, quindi sei-otto settimane sono più realistiche.
Quanti brutti voti servono per avere l'insufficienza in pagella?
Non c'è un numero fisso. Alle superiori il voto lo propone il docente sulla base delle prove del periodo e di una valutazione complessiva di impegno e partecipazione, come prevede l'ordinanza ministeriale n. 92 del 2007; il consiglio di classe lo decide. In pratica, con pochi voti nel periodo, due insufficienze di fila rendono difficile arrivare al 6.
È giusto chiedere al prof di essere interrogati dopo un brutto voto?
Sì, ma con un piano: quali argomenti, quale errore si è capito, quando ci si sente pronti. Una richiesta precisa, fatta di persona a fine lezione, ottiene più spesso una data concordata. Il docente però non è obbligato ad accettare: se dice no, l'obiettivo diventa la prossima verifica in calendario.
Cosa succede se ho insufficienze nella pagella del primo quadrimestre?
Alle superiori la scuola deve organizzare interventi di recupero (corsi, sportelli o studio guidato) e una verifica finale, il cui esito viene comunicato alla famiglia. La famiglia può non avvalersi dei corsi della scuola comunicandolo formalmente, ad esempio perché lo studente fa ripetizioni, ma la verifica va sostenuta comunque.
Meglio le ripetizioni o i corsi di recupero della scuola?
Non si escludono. I corsi e gli sportelli della scuola sono gratuiti e calibrati su quello che la scuola chiederà nella verifica. Le ripetizioni servono quando c'è una lacuna di base o un metodo da cambiare, perché lavorano sul singolo studente. Per un'insufficienza grave le due cose insieme funzionano meglio di una sola.
In sintesi
- Prima di studiare di più, leggi gli errori della verifica e trova la causa: poco studio, metodo, lacuna di base, ansia o consegne fraintese.
- Fai il conto della media per sapere quanto margine resta, ricordando che il voto in pagella non coincide con la media.
- Segui un piano di 4-6 settimane, una materia alla volta, con un obiettivo misurabile ogni settimana e due simulazioni prima della prova.
- Chiedi l'interrogazione con argomenti e data, e chiedi alla scuola quali recuperi offre.
Se segui più studenti in recupero nello stesso periodo, Tutoro ti tiene in ordine lezioni, obiettivi e compiti di ciascuno: il piano Basic è gratuito fino a 4 studenti.