Ripetizioni online: gli strumenti che servono davvero (e quelli che no)
Per fare ripetizioni online servono quattro cose e nient'altro: una videochiamata stabile, una superficie su cui scrivere insieme, un modo per scambiare file, e un posto dove tenere traccia di lezioni e pagamenti. Il setup minimo funzionante è Google Meet più un tablet con penna, e se il tablet ce l'hai già costa zero euro.
Tutto il resto — piattaforme proprietarie, webcam 4K, luci ad anello, software di aula virtuale — è roba che ti vendono, non roba che ti serve. L'unico investimento che cambia davvero la qualità della lezione, e quasi nessuno lo fa, sono le cuffie con microfono.
Ecco cosa scegliere, cosa evitare e perché.
Le quattro categorie essenziali
| Serve per | Opzione gratuita | Se vuoi investire |
|---|---|---|
| Vedersi e parlarsi | Google Meet | Zoom Pro, 15 €/mese |
| Scrivere insieme | Excalidraw, Whiteboard.fi | tablet con penna, 100-400 € |
| Scambiare file | Google Drive, WhatsApp | libreria materiali organizzata |
| Tenere traccia | foglio Excel | gestionale dedicato |
La videochiamata: quale piattaforma
Il criterio non è quale ha più funzioni, è quale funziona sul computer scassato di uno studente di terza media senza che debba installare niente.
| Piattaforma | Limite gratuito | Punti di forza | Limiti |
|---|---|---|---|
| Google Meet | 1 a 1 senza limiti di tempo | funziona dal browser, zero installazioni, lavagna integrata | condivisione schermo un po' spartana |
| Zoom | 40 minuti, anche 1 a 1 | annotazioni sullo schermo, stanze separate | il limite dei 40 minuti taglia le lezioni |
| Microsoft Teams | generoso | integrato con Office e con molte scuole | pesante, interfaccia confusa per i ragazzi |
| WhatsApp / FaceTime | nessuno | tutti ce l'hanno già | niente condivisione schermo seria, solo telefono |
Per il novanta per cento dei casi la risposta è Google Meet. Le videochiamate uno a uno non hanno limite di durata, il ragazzo apre un link dal browser senza scaricare né registrarsi, e funziona anche da telefono se il computer decide di morire dieci minuti prima.
Zoom vale i 15 € al mese solo se fai molte lezioni di gruppo e ti servono le stanze separate: il limite dei 40 minuti sul piano gratuito si applica anche alle lezioni individuali, e interrompersi a metà spiegazione è peggio di qualsiasi difetto di Meet.
La lavagna: il vero problema dell'online
Qui si gioca tutto. Una lezione di matematica senza una superficie condivisa su cui scrivere non è una lezione: è un podcast.
Le opzioni, dalla migliore alla peggiore:
1. Tablet con penna (la soluzione migliore)
Scrivi a mano sul tablet e condividi lo schermo. Il gesto è identico a quello della carta, lo studente vede nascere i passaggi uno per uno, e alla fine esporti tutto in PDF e glielo mandi.
Funziona con qualsiasi tablet decente e una penna attiva: un iPad base con Apple Pencil, un Samsung Galaxy Tab con la S Pen inclusa, o una tavoletta grafica collegata al computer, che parte da 50-60 €. Le app: GoodNotes, Notability, OneNote, Samsung Notes. Vanno bene tutte.
2. Lavagna online condivisa
L'alternativa se non hai un tablet — e ha un vantaggio che il tablet non ha: scrive anche lo studente.
- Excalidraw — gratuito, si apre da browser senza registrazione, si condivide con un link. Il più immediato in assoluto.
- Whiteboard.fi — pensato per la didattica: ogni studente ha la sua lavagna e tu le vedi tutte. Ottimo per i gruppi.
- Miro o FigJam — potenti, gratuiti nella versione base, un po' sovradimensionati per una lezione di matematica.
- Microsoft Whiteboard o la lavagna integrata di Meet — bastano per uno schema veloce.
Nota per chi la cercava: Google Jamboard non esiste più, è stato dismesso a fine 2024.
3. Il telefono come telecamera sul foglio
Il trucco povero e sorprendentemente efficace: entri in chiamata anche dal telefono, lo appoggi su un supporto puntato sul foglio, e scrivi a mano su carta mentre lo studente ti guarda. Costo: un supporto da 10 €.
Meno elegante di un tablet, ma con un vantaggio reale: scrivi su carta, che è ancora il gesto più naturale che esista.
4. Condividere il PDF del libro e basta
L'opzione peggiore, e la più diffusa. Se ti limiti a mostrare la pagina del libro e commentarla a voce, la lezione diventa passiva e lo studente si spegne in dieci minuti.
L'hardware che conta (e in che ordine)
La classifica sorprende quasi tutti: l'audio conta più del video, e di parecchio. Un'immagine sgranata si tollera per un'ora; un audio che gracchia stanca il cervello e a metà lezione lo studente ha smesso di seguirti senza rendersene conto.
| Priorità | Cosa | Costo | Perché |
|---|---|---|---|
| 1 | Cuffie con microfono | 25-60 € | elimina eco e rumore, riduce la fatica |
| 2 | Connessione via cavo o Wi-Fi 5 GHz | 0-20 € | l'80% dei problemi tecnici è qui |
| 3 | Tablet con penna | 100-400 € | rende possibile scrivere davvero |
| 4 | Secondo monitor | 80-150 € | lavagna su uno, studente sull'altro |
| 5 | Una lampada davanti a te | 15 € | meglio della webcam migliore |
| 6 | Webcam esterna | 40-80 € | quasi mai necessaria |
Il secondo monitor è il salto di qualità più sottovalutato: poter tenere la lavagna su uno schermo e la faccia dello studente sull'altro ti permette di vedere quando si perde, che online è l'informazione più difficile da recuperare.
Cosa non ti serve (davvero)
- Piattaforme di aula virtuale con abbonamento. Costano 20-50 € al mese per fare quello che Meet fa gratis, e obbligano lo studente a registrarsi.
- Un LMS tipo Moodle o Classroom. Sono pensati per classi da trenta persone con un anno di programma, non per un ragazzo che deve recuperare le disequazioni.
- Webcam 4K e luce ad anello. Non stai girando un video, stai facendo lezione.
- Software di registrazione automatica. Prima di registrare un minore servono consensi e cautele: se non hai una ragione precisa, non farlo.
- Tavolette con schermo da 500 €. Se non hai già capito che ti servono, non ti servono.
Un'avvertenza che vale più di tutte le altre: qualunque strumento usi, stai trattando dati di minori. Preferisci servizi con server europei, non caricare compiti e foto su piattaforme improbabili, e non usare gruppi WhatsApp con dentro numeri di famiglie diverse.
Gli strumenti coprono la lezione. Quello che resta fuori è tutto il contorno: chi hai visto, cosa avete fatto, chi ha pagato, dove sono finite le schede della settimana scorsa. Su Tutoro vive tutto in un posto solo, con il portale studente per consegnare i compiti online. Il piano Basic è gratuito per sempre fino a 4 studenti.
I tre problemi tipici dell'online
"Lo studente non scrive niente"
È il problema numero uno. Online è facilissimo assistere passivamente per un'ora e uscire senza aver fatto nulla.
La soluzione è strutturale, non tecnologica: dagli la penna. Su una lavagna condivisa fallo scrivere, oppure chiedigli di risolvere l'esercizio sul quaderno e di inquadrarlo con il telefono. Ogni dieci minuti deve succedere qualcosa che coinvolge le sue mani.
"Si distrae"
Online la distrazione ha un tasto dedicato. Tre contromisure che funzionano:
- Lezioni da 50 minuti, non da 60. L'attenzione a distanza cala prima.
- Videocamera accesa, entrambi. Non negoziabile, e dichiaralo dalla prima lezione.
- Cambio di ritmo ogni 10 minuti: spieghi, poi fa, poi commentate insieme.
"La connessione salta"
Metti in conto che succederà e decidi in anticipo cosa fare, scrivendolo insieme alle altre regole (il modello è in Cancellazioni e disdette): se cade, si riprova per cinque minuti; se non si riesce, si passa al telefono; se nemmeno quello, si recupera.
Tre setup completi
| Zero budget | Consigliato | Completo | |
|---|---|---|---|
| Videochiamata | Google Meet | Google Meet | Zoom Pro |
| Lavagna | Excalidraw | tablet + penna | tablet + penna |
| Audio | cuffie del telefono | cuffie USB 40 € | headset 80 € |
| Schermo | portatile | portatile | doppio monitor |
| File | Google Drive | Drive + gestionale | libreria materiali |
| Costo | 0 € | circa 150 € | circa 500 € |
Il setup centrale è quello giusto per la stragrande maggioranza. Si ripaga in sei ore di lezione e la differenza rispetto allo zero budget si sente dalla prima settimana.
Il vantaggio che nessuno calcola
Passare all'online non è solo una comodità organizzativa: cambia il tuo mercato. Smetti di essere il tutor del tuo quartiere e diventi raggiungibile da tutta Italia, il che significa più studenti tra cui scegliere e una tariffa che non dipende più dal potere d'acquisto della tua zona. Ne parliamo nei numeri in Quanto far pagare per le ripetizioni.
In più elimini gli spostamenti, che per chi lavora a domicilio valgono facilmente cinque ore a settimana, e ti permette di riempire le fasce che dal vivo resterebbero vuote.
In sintesi
Meet per la videochiamata, un tablet con penna o Excalidraw per la lavagna, Drive per i file, cuffie decenti perché l'audio conta più del video, e un posto unico dove tenere traccia di tutto. Con centocinquanta euro sei attrezzato meglio del 90% di chi fa ripetizioni online.
Quello che fa la differenza, però, non è la tecnologia: è che lo studente scriva, ogni dieci minuti, invece di guardarti scrivere. Se una lezione online sembra una diretta televisiva, il problema non è la webcam.
Per organizzare il resto — griglia settimanale, promemoria, materiali riusabili — continua con Come organizzare le lezioni private, oppure prova Tutoro gratis: studenti, calendario, compiti e materiali in un posto solo, gratis fino a 4 studenti.