Ripetizioni a studenti con DSA: come leggere il PDP e cambiare la lezione
Fare ripetizioni a uno studente con DSA (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) vuol dire due cose: lavorare sul programma come con chiunque altro e, nello stesso tempo, insegnargli a usare gli strumenti che il suo PDP gli concede. Il punto di partenza è il PDP, il Piano Didattico Personalizzato che la scuola scrive entro il primo trimestre: dice quali strumenti può usare, da cosa è dispensato e come verrà valutato. Le tue lezioni devono allenarlo esattamente a quelle condizioni.
Qui trovi come leggere il PDP in dieci minuti, cosa cambia a lezione per ogni disturbo, una lezione tipo, gli errori più comuni di chi insegna e cosa scrivere alla famiglia.
Quanti sono e cosa dice la legge
Non è un caso raro. Secondo il focus del Ministero sugli alunni con DSA, nell'anno scolastico 2022/2023 gli studenti con una certificazione di DSA erano 354.569, il 6% del totale (dal terzo anno di primaria in su). Alle superiori la quota sale al 7,1%: più o meno uno studente ogni quattordici. Nel 2010/2011 era lo 0,9%. Se dai ripetizioni da qualche anno, ne hai già incontrati, magari senza saperlo.
Il quadro è la legge 8 ottobre 2010, n. 170, in vigore dal 2 novembre 2010:
- definisce i quattro disturbi (art. 1): dislessia (lettura), disgrafia (realizzazione grafica della scrittura), disortografia (correttezza ortografica), discalculia (automatismi del calcolo e dei numeri);
- affida la diagnosi al Servizio sanitario nazionale o a specialisti accreditati (art. 3);
- obbliga la scuola a una didattica individualizzata e personalizzata, a strumenti compensativi e misure dispensative, e a forme di verifica e valutazione adeguate, anche all'esame di Stato (art. 5).
I dettagli operativi stanno nelle Linee guida del 12 luglio 2011, allegate al decreto ministeriale n. 5669. Sono il documento da cui la scuola scrive il PDP, ed è utile leggerle almeno una volta: sono una ventina di pagine chiare.
Strumenti compensativi e misure dispensative, in due righe
Le Linee guida li distinguono così:
- Strumenti compensativi: strumenti che "sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell'abilità deficitaria". Esempi citati: sintesi vocale, registratore, videoscrittura con correttore ortografico, calcolatrice, tabelle, formulari, mappe concettuali.
- Misure dispensative: prestazioni da cui lo studente è esonerato perché, a causa del disturbo, sono molto difficili e non migliorano l'apprendimento. Esempi: leggere a voce alta in classe, leggere brani lunghi da solo, ricopiare dalla lavagna; oppure tempi più lunghi (in assenza di indicazioni più precise, le Linee guida indicano il 30% in più) o verifiche con meno esercizi ma sugli stessi obiettivi.
La frase delle Linee guida che riguarda di più chi dà ripetizioni è questa: l'uso degli strumenti compensativi "non è immediato". La sintesi vocale installata e mai usata, il formulario scaricato da internet che lo studente non sa dove guardare: è lì che servi tu. Il PDP concede lo strumento, ma a scuola raramente qualcuno ha il tempo di allenarlo a usarlo sotto verifica.
Come leggere il PDP in dieci minuti
Chiedi alla famiglia una copia del PDP (non serve la diagnosi completa, vedi più sotto). Le Linee guida dicono che deve contenere almeno queste voci, divise per materia. Ecco cosa ne fai.
| Voce del PDP | Cosa cercare | Cosa cambia nelle tue lezioni |
|---|---|---|
| Tipologia di disturbo | Quale dei quattro, spesso più di uno insieme | Scegli gli adattamenti della sezione successiva |
| Attività individualizzate e personalizzate | Cosa fa la scuola in più (recupero, lavoro a piccoli gruppi) | Non duplicare: chiedi cosa fanno in classe e lavora sul resto |
| Strumenti compensativi | L'elenco preciso, materia per materia | Ogni strumento dell'elenco va allenato a lezione, nella forma in cui lo userà in verifica |
| Misure dispensative | Da cosa è esonerato (lettura ad alta voce, dettato, tempi) | Non far fare a lezione quello che il PDP dispensa, salvo esercizi mirati concordati |
| Forme di verifica e valutazione | Verifiche orali compensative, tempi aggiuntivi, meno esercizi, valutazione del contenuto più che della forma | Simula le verifiche esattamente così: stesso tempo, stessi strumenti, stesso numero di esercizi |
Tre controlli in più, che fanno risparmiare settimane:
- Gli strumenti sono scritti in modo concreto? "Mappe concettuali" non basta: le può portare in verifica? Le fa lui o gliele dà il prof? Vanno fatte vedere prima al docente? Se il PDP non lo dice, la famiglia deve chiederlo al coordinatore di classe.
- Ci sono differenze tra materie? Capita spesso che in matematica la calcolatrice sia concessa e il formulario no. Segnalalo nella scheda dello studente: dovrai preparare la verifica con quegli strumenti, non con quelli che preferisci tu.
- È aggiornato? Il PDP si scrive ogni anno. Se quello che hai è dell'anno scorso, chiedi la versione nuova appena è pronta.
Cosa cambia a lezione, disturbo per disturbo
Ogni studente è diverso e la diagnosi descrive il suo profilo meglio di qualunque tabella. Queste sono le indicazioni delle Linee guida (sezione 4) tradotte in lavoro da ripetizione.
| Disturbo | Cosa evitare | Cosa fare |
|---|---|---|
| Dislessia | Fargli leggere a voce alta brani lunghi, dare consegne solo scritte | Leggere tu le consegne o usare la sintesi vocale, spiegare a voce prima di dare il testo, mandare il materiale in digitale prima della lezione |
| Disgrafia e disortografia | Correggere ogni errore di ortografia nei temi di storia, far ricopiare | Valutare il contenuto, scrivere al computer con correttore, fare una seconda rilettura solo per la forma, scaletta o mappa prima di scrivere |
| Discalculia | Insistere sulle tabelline a memoria, contare gli errori di calcolo come errori di ragionamento | Calcolatrice e formulario personale, analisi dell'errore (di procedura? di formula? di comprensione?), molti esempi svolti a voce |
| Lingue straniere (tutti i profili) | Dettati e verifiche scritte lunghe come unica prova | Più peso all'orale, testo consegnato giorni prima, audiolibri, dizionario digitale |
Due note dalle Linee guida da tenere a mente. Sulla discalculia: calcolatrice, tabella pitagorica e formulario "riducono il carico ma non aumentano le competenze". Servono per non perdere punti sui calcoli, non sostituiscono il lavoro sul ragionamento. Sulla scrittura: lo studente con disortografia ha bisogno di due riletture, una per l'ortografia e una per il senso. Se le fa insieme sbaglia entrambe.
Le mappe concettuali sono lo strumento che vedrai più spesso nei PDP. Una mappa fatta dallo studente vale molto più di una scaricata: costruirla è già studiare. Il procedimento per insegnargliele sta nella guida su come insegnare il metodo di studio.
Una lezione tipo da 60 minuti
Funziona alle medie e alle superiori, per qualunque materia orale o scritta. La regola: pochi blocchi brevi, sempre nello stesso ordine, perché la routine toglie fatica.
- 5 minuti · Com'è andata: verifiche e interrogazioni della settimana, cosa ha detto il prof. Guarda il diario o il registro elettronico con lui.
- 15 minuti · Contenuto nuovo, a voce: spieghi tu, lui ascolta e fa domande. Niente lettura del libro in questa fase.
- 15 minuti · Lo strumento: lui costruisce la mappa, il formulario o lo schema dell'argomento appena spiegato, con lo strumento che userà in verifica (computer, sintesi vocale, foglio).
- 15 minuti · Prova come in classe: esercizi o domande con le stesse condizioni del PDP (tempo aggiuntivo, numero di esercizi, strumenti ammessi).
- 10 minuti · Ripetizione a voce senza aiuti: spiega l'argomento usando solo la sua mappa. Se non ci riesce, la mappa va rifatta, non lui.
Per la prima lezione, prima di tutto questo, ti servono venti minuti per capire come legge, come scrive e come si sente rispetto alla scuola: c'è una traccia nella guida sui primi 20 minuti della prima lezione.
Gli errori di chi insegna (anche in buona fede)
- Fare i compiti al posto suo. È la tentazione più forte con uno studente che fatica: leggi tu, scrivi tu, risolvi tu. Il compito torna fatto, la verifica no.
- Allenarlo senza gli strumenti. Se in verifica avrà la calcolatrice e il formulario, allenarlo a mano è allenarlo a una prova che non farà. E viceversa: allenarlo con aiuti che il PDP non concede porta al crollo il giorno della verifica.
- Trattare la lentezza come pigrizia. Il disturbo impegna più tempo nella decodifica: lo dicono le Linee guida, ed è la ragione dei tempi aggiuntivi. Dieci esercizi in un'ora possono essere il suo massimo, non svogliatezza. Per la demotivazione vera c'è un discorso a parte, in cosa fare quando lo studente non studia.
- Promettere di "far passare" il DSA. Il disturbo non è un ritardo da recuperare con più esercizi di lettura. La riabilitazione è lavoro di specialisti; il tuo è il programma scolastico e il metodo.
- Fare diagnosi. Se uno studente senza certificazione ti sembra avere un DSA, puoi dire alla famiglia cosa hai osservato e suggerire di parlarne con la scuola o con il pediatra. La legge (art. 3) è chiara: nemmeno le attività di individuazione della scuola valgono come diagnosi.
Scuola, famiglia e privacy: cosa ti serve sapere
Il PDP lo scrive la scuola insieme alla famiglia, e le Linee guida prevedono che la famiglia possa riportare "osservazioni su esperienze sviluppate dallo studente anche autonomamente o attraverso percorsi extrascolastici". Le ripetizioni sono uno di questi percorsi: quello che noti a lezione (quali strumenti usa davvero, dove si blocca, quanto tempo gli serve) è un'informazione utile per il PDP dell'anno dopo.
Il canale giusto è la famiglia, non una telefonata tua al professore. Un messaggio come questo, a fine primo quadrimestre, funziona:
Buongiorno, vi lascio qualche osservazione da queste settimane di lezione, se vi serve per il colloquio con il coordinatore. Con la calcolatrice e il formulario personale Luca svolge gli esercizi di algebra in circa il doppio del tempo dei compagni, ma con pochi errori di procedura. Senza formulario si blocca sulle formule, non sul ragionamento. La sintesi vocale l'abbiamo provata per storia: la usa volentieri per ripassare, meno per studiare la prima volta. Se il PDP prevede il formulario anche in verifica, conviene chiedere al prof se va mostrato prima.
Sulla privacy: la diagnosi è un dato relativo alla salute, una delle categorie particolari di dati dell'articolo 9 del GDPR. Ti serve sapere cosa usare a lezione, non le pagine della valutazione clinica: chiedi il PDP, non la diagnosi, non fotografare documenti sul telefono e non condividerli con nessuno. Per tenere traccia di cosa funziona servono poche righe nella scheda dello studente: strumenti concessi, misure dispensative, tempi.
Come organizzare il lavoro durante l'anno
Con uno studente con DSA conta la continuità più che con gli altri: la routine e gli strumenti si costruiscono in settimane. Due lezioni brevi a settimana funzionano spesso meglio di una lunga, perché la fatica della decodifica si accumula.
Tre abitudini che aiutano:
- Materiale in digitale, prima. Le Linee guida raccomandano materiali in formato digitale e la consegna dei testi qualche giorno prima. Mandare scheda ed esercizi il giorno prima permette allo studente di sentirli con la sintesi vocale e arrivare a lezione già orientato.
- Esercizi calibrati, non semplificati. Meno esercizi sugli stessi obiettivi, carattere leggibile, una consegna per riga. L'AI è utile per prepararli in fretta: nella guida su come preparare esercizi con l'intelligenza artificiale ci sono i prompt da adattare, per esempio chiedendo "consegne brevi, una richiesta per frase".
- Un aggiornamento alla famiglia ogni mese, con cosa ha fatto, quali strumenti usa e cosa resta da fare. Il modello di report mensile per i genitori va bene anche qui, con una riga in più sugli strumenti.
Un gestionale per ripetizioni come Tutoro aiuta proprio su questi punti: le note del PDP restano nella scheda dello studente, i materiali li carichi sul suo portale prima della lezione e gli esercizi li generi con l'AI già calibrati sul suo livello.
Domande frequenti
Serve una formazione specifica per dare ripetizioni a studenti con DSA?
La legge 170/2010 e le Linee guida parlano della scuola e della formazione dei suoi docenti, non di chi dà lezioni private. Nella pratica, conoscere le Linee guida del 2011 e saper leggere un PDP è il minimo; esistono anche corsi universitari di perfezionamento per tutor DSA. Il resto lo fa l'esperienza: abituarsi a spiegare a voce, a lavorare con mappe e sintesi vocale e a simulare verifiche nelle condizioni del PDP.
Cos'è il PDP e chi lo scrive?
Il Piano Didattico Personalizzato è il documento in cui la scuola mette per iscritto, materia per materia, le attività personalizzate, gli strumenti compensativi, le misure dispensative e come verrà verificato e valutato lo studente con DSA. Lo prepara il consiglio di classe, in raccordo con la famiglia, entro il primo trimestre dell'anno scolastico. Si aggiorna ogni anno.
Le ripetizioni fanno parte del PDP?
No. Il PDP descrive cosa fa la scuola: strumenti, misure, verifiche. Le ripetizioni sono una scelta della famiglia, fuori dalla scuola. Le Linee guida però prevedono che la famiglia possa riportare alla scuola le osservazioni nate da percorsi extrascolastici: per questo è utile che chi dà ripetizioni annoti cosa funziona e lo condivida con i genitori.
Quali strumenti compensativi si possono usare in verifica?
Quelli scritti nel PDP per quella materia, niente di più. I più comuni sono calcolatrice, formulario, tabelle, mappe concettuali, computer con correttore ortografico e sintesi vocale, che secondo le Linee guida si può usare anche all'esame di Stato. Se il PDP è vago (per esempio non dice se le mappe vanno approvate dal docente), la famiglia deve chiedere chiarimenti al coordinatore di classe.
Posso capire io se uno studente ha un DSA?
No: la diagnosi la fanno il Servizio sanitario nazionale o specialisti accreditati, come prevede l'articolo 3 della legge 170/2010. Se a lezione noti difficoltà persistenti di lettura, scrittura o calcolo che non migliorano con il lavoro, puoi descriverle alla famiglia in modo concreto e suggerire di parlarne con la scuola o con il pediatra, senza usare la parola "dislessia".
In sintesi
- Chiedi il PDP alla prima lezione, non la diagnosi, e leggilo voce per voce.
- Allena ogni strumento compensativo concesso, nella forma in cui lo userà in verifica.
- Simula le verifiche con le stesse condizioni del PDP: tempi, strumenti, numero di esercizi.
- Spiega a voce, manda i materiali in digitale prima, valuta il contenuto più della forma.
- Passa le tue osservazioni alla famiglia: servono al PDP dell'anno dopo.
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