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Come dare ripetizioni di matematica: la lezione, gli errori tipici per livello e gli esercizi

22 ottobre 2026 · 11 min di lettura · Team Tutoro
Come dare ripetizioni di matematica: la lezione, gli errori tipici per livello e gli esercizi

Per dare ripetizioni di matematica che alzano davvero il voto servono tre cose: trovare la lacuna vera, che di solito sta uno o due anni prima dell'argomento che lo studente porta al tavolo; far lavorare lui con la penna per almeno metà dell'ora; finire ogni lezione con esercizi misti, non dieci uguali. Spiegare bene conta, ma da solo non basta: chi arriva con un 4 ha già sentito la spiegazione in classe.

In questa guida trovi i dati su quanti studenti faticano davvero, la tabella "argomento in difficoltà → prerequisito da controllare", la struttura di una lezione di 60 minuti, gli errori tipici dalle medie al quinto anno e il modo di dosare gli esercizi che la ricerca indica come più efficace.

Quanti studenti hanno bisogno di ripetizioni di matematica

Abbastanza da riempire un'agenda. Secondo il comunicato del Rapporto nazionale INVALSI 2026 (16 luglio 2026), la quota di studenti che raggiunge almeno il livello atteso in matematica è questa:

ClasseLivello misurato20252026
II primariaalmeno base67%64%
V primariaalmeno base66%63%
III mediaalmeno adeguato56%55%
II superiorealmeno base54%55%
Ultimo anno delle superiorialmeno adeguato49%52%

Detto in un'altra forma: alla fine della terza media quasi uno studente su due non ha le competenze di matematica previste, e all'ultimo anno delle superiori quasi la metà. Gran parte di chi ti chiama a ottobre non ha un problema con l'argomento di oggi: si porta dietro un buco degli anni prima. Ed è lì che una lezione individuale fa la differenza, perché in classe nessuno ha il tempo di tornare indietro.

La lacuna vera sta quasi sempre un anno più indietro

Lo studente dice "non capisco le disequazioni". Dopo dieci minuti scopri che sbaglia i segni quando moltiplica per un numero negativo, cosa che si fa in prima media. Se spieghi di nuovo le disequazioni, sprechi l'ora: alla prossima verifica sbaglierà negli stessi punti.

Per questo la prima cosa da fare, anche con uno studente che segui da tempo quando arriva un argomento nuovo, è un esercizio-sonda sul prerequisito. Questa è la tabella che usiamo:

Argomento in difficoltàPrerequisito da controllare primaEsercizio-sonda (2 minuti)
Equazioni di primo grado (medie, I superiore)Operazioni con i numeri relativi, frazioniCalcola −3 − (−5) · 2 e 2/3 + 1/4
Calcolo letterale e prodotti notevoliProprietà delle potenze, segniSemplifica (−2a²)³
Scomposizione e frazioni algebricheProdotti notevoli letti al contrarioRiconosci x² − 9 e x² + 6x + 9
Equazioni di secondo gradoScomposizione, radiciRisolvi x² − 5x = 0 senza formula
DisequazioniSegni, studio del segno di un prodottoPer quali x è (x − 2)(x + 1) > 0?
Geometria analitica (retta, parabola)Equazioni e sistemi, piano cartesianoTrova dove si incontrano y = 2x e y = x + 3
Esponenziali e logaritmiPotenze con esponente negativo e frazionarioCalcola 8^(2/3) e 2^(−3)
Limiti e derivate (quinto anno)Disequazioni, grafici delle funzioni elementariDisegna a mano y = 1/x e y = eˣ

Se l'esercizio-sonda va bene, il problema è davvero l'argomento nuovo e puoi spiegarlo. Se va male, le prime due o tre lezioni sono sul prerequisito, e lo dici chiaro allo studente e ai genitori: "Per due settimane facciamo i segni e le frazioni, poi le disequazioni ti sembreranno facili". Come condurre questo controllo senza far sentire lo studente sotto esame lo spieghiamo in cosa fare nei primi 20 minuti della prima lezione.

La lezione di matematica in 60 minuti

Una struttura fissa aiuta te a non perdere tempo e lo studente a sapere cosa lo aspetta.

  1. Minuti 0-10: l'errore della volta scorsa. Un esercizio uguale a quello sbagliato nella lezione precedente o nei compiti, fatto senza guardare gli appunti. Se ora torna, bene; se no, sai da dove ripartire.
  2. Minuti 10-25: un esempio svolto, poi uno a metà. Risolvi tu un esercizio ad alta voce, dicendo perché fai ogni passaggio, non solo cosa fai. Subito dopo ne dai uno simile già impostato a metà: lo finisce lui.
  3. Minuti 25-50: lui alla penna. Esercizi in difficoltà crescente (sotto vedi come sceglierli). Tu guardi, fai domande, non scrivi.
  4. Minuti 50-57: un esercizio misto. Uno su un argomento di due o tre settimane prima, senza dire quale regola serve.
  5. Minuti 57-60: i compiti e una riga per te. Tre o quattro esercizi da fare a casa, non venti. Poi annoti cosa ha sbagliato: è il punto 1 della prossima lezione.

Un esempio di lezione completa su un argomento, con esempi svolti ed esercizi graduati, è quella sulle equazioni di secondo grado.

Gli errori tipici, livello per livello

Conoscere l'errore prima che arrivi ti permette di cercarlo apposta. Questi sono quelli che vediamo più spesso a ripetizione.

LivelloErrori tipiciCosa fare
MedieSomma di frazioni facendo numeratore + numeratore e denominatore + denominatore; segno meno "perso" nelle espressioni; percentuali calcolate sul numero sbagliatoFrazioni con il disegno (la pizza funziona ancora); espressioni riscritte un passaggio per riga; percentuali con la domanda "il 100% di cosa?"
Biennio(a + b)² = a² + b²; semplificare termini in una somma ("taglio la x sopra e sotto"); dividere per x in un'equazione e perdere la soluzione x = 0Controllo con i numeri: "prova a mettere a = 1 e b = 2 e vedi se torna"; regola "si semplificano solo i fattori" scritta sul quaderno
TriennioDisequazioni moltiplicate per un'espressione senza studiarne il segno; logaritmi trattati come se log(a + b) = log a + log b; limiti calcolati "sostituendo" senza riconoscere la forma indeterminataOgni passaggio con la domanda "questo numero può essere negativo o zero?"; tabelle delle proprietà sbagliate accanto a quelle giuste
TuttiLeggere il testo del problema a metà; non controllare il risultatoSottolineare cosa si chiede prima di scrivere; sostituire la soluzione nell'equazione di partenza

Il controllo con i numeri è lo strumento più utile che puoi lasciare: uno studente che, prima di consegnare, sostituisce un valore per vedere se la sua formula torna, smette di fare metà degli errori di calcolo letterale da solo.

Come scegliere e dosare gli esercizi

La maggior parte dei libri propone esercizi a blocchi: dopo la formula risolutiva, venti equazioni di secondo grado. Lo studente le fa tutte giuste, perché sa già quale strategia usare prima di leggere il testo. Poi in verifica gli esercizi sono mescolati e non sa da dove partire.

La ricerca su questo è netta. In un esperimento in classe di Rohrer, Dedrick e Burgess (Psychonomic Bulletin & Review, 2014), 140 studenti di seventh grade (l'equivalente della nostra seconda media) si sono esercitati per nove settimane con esercizi a blocchi oppure mescolati (interleaved). Al test a sorpresa due settimane dopo, chi aveva fatto esercizi mescolati ha ottenuto in media il 72%, chi li aveva fatti a blocchi il 38%. Un altro studio degli stessi autori (2022) mostra che la maggior parte degli studenti pensa il contrario: giudica più efficace il blocco, perché sembra più facile.

In pratica, a ripetizione:

Preparare schede così richiede tempo. Se usi l'AI per generare le varianti, controlla sempre i risultati: i modelli sbagliano i conti più spesso di quanto sembri. Cosa delegare e cosa no lo trovi in preparare esercizi con l'AI.

Al tavolo: lui scrive, tu fai domande

L'errore più comune di chi inizia a dare ripetizioni di matematica è prendere la penna. Lo studente annuisce, capisce mentre guarda, e a casa non sa rifarlo. Quattro regole che cambiano la lezione:

Con uno studente che ha una diagnosi di discalculia queste regole valgono ancora, ma cambiano gli strumenti (tabelle, calcolatrice, tempi): ne parliamo in ripetizioni a studenti con DSA.

Prima di una verifica: la settimana che serve

Quando lo studente arriva con la verifica fra sette giorni, non ripassare tutto il capitolo. Fai così:

  1. Giorno 1: chiedi l'elenco degli argomenti e, se c'è, una verifica degli anni passati dello stesso prof. Fai un esercizio per argomento e segna quelli dove sbaglia.
  2. Giorni 2-5: solo gli argomenti segnati, con i quattro gradini sopra. A casa, ogni giorno, tre esercizi misti.
  3. Giorno 6: una simulazione completa a tempo, senza aiuti. Correggila insieme e ripeti solo gli errori.
  4. Giorno 7: niente di nuovo. Due esercizi facili per partire tranquillo, e la lista di controllo: rileggere il testo, controllare i segni, sostituire le soluzioni.

Se il voto è già arrivato e va recuperato, il piano più lungo è quello di come recuperare i brutti voti.

Domande frequenti

Serve una laurea in matematica per dare ripetizioni di matematica?

Nella nostra esperienza le famiglie guardano soprattutto i risultati e il passaparola, non il titolo. Per medie e biennio basta padroneggiare bene il programma e saperlo spiegare; per il triennio dello scientifico e la preparazione alla maturità serve una conoscenza solida di analisi. La regola onesta: accetta solo il livello in cui sapresti risolvere al primo colpo qualunque esercizio del libro.

Quanto far pagare un'ora di ripetizioni di matematica?

Dipende da livello, città e tua esperienza: il triennio e la preparazione alla maturità si pagano di solito più delle medie. Invece di copiare il prezzo degli altri, parti da quanto vuoi guadagnare al mese e dalle ore che non vengono pagate (preparazione, spostamenti). Il calcolo passo per passo è in quanto far pagare le ripetizioni.

Quante lezioni a settimana servono per recuperare in matematica?

Con una lacuna di base, due lezioni a settimana per le prime tre o quattro settimane, poi una. Contano però soprattutto gli esercizi fatti a casa fra una lezione e l'altra: con una lezione a settimana e niente esercizi in mezzo, quello che si è fatto si perde. Meglio due lezioni da un'ora che una da due ore.

Si possono fare ripetizioni di matematica online?

Sì, se lo studente scrive a mano e tu vedi cosa scrive. Funzionano una lavagna condivisa con tavoletta grafica, oppure il telefono puntato sul quaderno e la foto degli esercizi a fine lezione. Senza vedere il foglio in tempo reale si perde la parte più utile, cioè guardare dove si blocca. Gli strumenti sono in ripetizioni online: cosa serve.

Conviene fare insieme matematica e fisica?

Spesso sì, soprattutto al liceo scientifico: molti errori di fisica sono errori di matematica (formule inverse, unità di misura, vettori). Ma tienile separate nella lezione: prima sistema lo strumento matematico, poi applicalo al problema di fisica. Se mischi le due cose, lo studente non capisce quale delle due non ha capito.

In sintesi

Per tenere traccia di cosa ha sbagliato ogni studente e preparare esercizi calibrati sul suo livello (con le soluzioni commentate e le formule scritte bene), un gestionale per ripetizioni come Tutoro ha tutto in una scheda: il piano Basic è gratuito fino a 4 studenti.